Il dissoluto in attesa di giudizio
Di e con Gianluca Di Lauro
Drammaturgia e regia Marcela Serli
Don Giovanni si nasce o si diventa? Si diventa. No, si nasce. Un po’ tutt’e due, è la vita che ti ci porta, se tu sei disposto, naturalmente.
Giovanni vive sulla frontiera, è un borderliner; un ottimo interlocutore per chiunque voglia un confronto sui temi del rapporto tra tempo ed eternità, del confine tra identità ed alterità, della relazione tra i precetti cattolici e la laica affermazione della ragione e delle concezioni di amore, passione, seduzione, sessualità e libertà.
Don Giovanni vive anche nel XXI secolo, eccome se ci vive, nonostante le encicliche papali, nonostante ogni sera finisca all’inferno attraverso la botola di un palcoscenico, nonostante tutto.
Giovanni crede che due più due fa quattro. E basta.
Giovanni seduce le donne. E le donne vogliono farsi sedurre da Giovanni.
Giovanni vuole accasarsi una volta per tutte, ma odia troppo i centri commerciali.
Giovanni non ti cede il passo, agisce con urgenza e per urgenza, Giovanni si trasforma.
Giovanni non cerca di cambiarti, tu non cercare di cambiare lui.
Giovanni è ipocrita e quindi alla moda, come gran parte del mondo.
Giovanni è un dissoluto in attesa di giudizio.
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